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Il Galateo di Keyforge: che tipo di giocatore sei?

👤scritto da LucaINF 0 Commenti 📅22 settembre 2020

In questi ormai quasi due anni di relazione con il gioco di Keyforge, abbiamo imparato che la competizione, presente in maniera più radicata in altri giochi di carte, è sicuramente vissuta in modo meno accorato, persino in ambiti di tornei e competizioni di “spessore”.
In questo clima di serenità che contraddistingue le partite fra giocatori, si è portati a vivere e atteggiarsi nei confronti altrui, in maniera amichevole e conviviale, quasi a lasciarci andare in atteggiamenti poco composti.
Non dobbiamo però mai dimenticare che alcuni di questi nostri comportamenti possono
innervosire, se non urtare sensibilmente, il nostro avversario nonchè compromettere la buona riuscita del gioco.

Anche se non vi è nulla di scritto, vi è di certo una condotta da adottare che può migliorare
visibilmente la reciproca esperienza di gioco.

Volendo scomodare Giovanni Della Casa (primo italiano a mettere per iscritto le regole del Galateo)possiamo dire che adottare una etiquette corretta e rispettosa è sempre cosa buona e giusta.

Ma quello che per noi può essere corretto probabilmente non lo è per il nostro avversario.
Ecco quindi che potrebbe tornare utile fare un ripasso, o perché no, scoprire per la prima volta, le “rules of fair play”.

Ci riferiamo a tutti quegli atteggiamenti educati che valgono per qualsiasi relazione umana, all’interno di un gioco, andando a specificare sulle caratteristiche intime delle meccaniche di Keyforge.

Prestare attenzione

Quando è il turno di un avversario ma anche quando è il nostro, è necessario stare attenti non solo a quel che viene detto, ma anche al gioco stesso.
Abbandoniamo quindi il cellulare ed altre fonti di distrazione e concentriamoci sul momento.
Cerchiamo anche di assicurarci che il nostro avversario sia sempre ben attento e reso partecipe di quello che facciamo, descrivendo dettagliatamente ogni nostra azione.

Non mettere fretta

Il gioco è un momento di svago e di relax, sia per noi che per l’avversario.
Spirito competitivo permettendo, giocare è soprattutto un piacere.
D’altro canto è noioso e sgarbato far attendere innumerevoli minuti la fine del turno, quindi cerchiamo di svolgere il nostro al meglio e nel giusto tempo necessario. Prendiamo e lasciamo il tempo necessario alle scelte di gioco, magari sfruttando anche il turno avversario per ragionare su quello che faremo noi successivamente.

Predisporre l’area di gioco in maniera chiara

Non esiste un vero e proprio standard per quel che concerne il posizionamento delle mazzo, della pila degli scarti, dell’archivio, delle ambre in possesso e delle chiavi forgiate.
Ovviamente seguendo le linee guida presenti nel regolamento, abbiamo tutti una concezione schematica della cosa, ed esserne il più possibile coerenti sarebbe meglio. La cosa fondamentale è che ogni zona di gioco sia sempre ordinata, distinguibile e fissa.

Segnalini e come toccarli

Siamo nel periodo giusto per imparare a non toccare le cose altrui. Partendo dalle più disparate forme di compulsività che possono o meno affliggere voi o il vostro avversario, è buona norma chiedere sempre il permesso di toccare/guardare una carta o una zona di gioco prima di farlo. E nel caso dei segnalini, di utilizzare ognuno i propri. Questo non solo è buon galateo, è metodologia utile al tracciamento del flusso di gioco. Se quando catturi un ambra, il tuo avversario rimuove la propria dalla sua riserva e tu posizioni la tua sulla tua creatura, siete entrambi obbligati a fare attenzione.

La differenza tra correttezza e fiscalità

Avere dei ripensamenti e/o non far passare certi errori serve ad entrambi per migliorare il proprio stile di gioco. Evitiamo di tornare indietro una volta presa una decisione, senza però essere troppo fiscali al riguardo.
Se si comprende ad esempio che sia meglio raccogliere piuttosto che combattere con una creatura, cerchiamo di intuirlo prima, ma non impuntiamoci troppo nel caso sia il nostro avversario a rivedere la sua mossa. Entro un certo frangente, si tratta semplicemente di scelta affrettata. Invitiamolo a ragionare meglio e ad agire solo quando sicuro.
Mai però concedere troppe volte la possibilità di replica: la correttezza serve a creare una competizione sana, la recidività esattamente l’opposto.

Essere spettatori neutri

Anche senza essere parte attiva di una partita, si può comunque peccare di comportamento inadatto: chi osserva una partita può classificati come “osservatore molesti e interventista” (commenta le giocate, parla ad alta voce rivelando anche inavvertitamente strategie di gioco e compromettendo le partite)
Vi invitiamo a prendere visione di una partita in corso come spettatori “silenziosi e distanti”: non si interviene, se non richiesto esplicitamente, suggerendo mosse o denigrando le giocate
Altrui. Stanno di fatto gareggiando altre due persone, e solo loro hanno voce in capitolo su come si stia svolgendo la partita.
Qualora foste testimoni di un comportamento scorretto, piuttosto fermate il gioco chiamando un arbitro e indicando quale secondo voi sia stata l’inesattezza.
Ci penserà poi lui/lei a gestire quanto meglio la situazione
​Se le cose sopra elencate ci possono sembrare quasi scontate, in realtà ripetendole possono creare una forma mentis che non solo migliora il clima generale di gioco, ma anche la competitività dello stesso.

Ora per gioco, vi indicheremo le varie tipologie di giocatori di Keyforge, in modo da capire subito, secondo Galateo, come comportarsi in fronte a loro.

Il giocatore “easy”

L'avversario tranquillo, solare e rilassato. Troppo rilassato. Si dimenticherà continuamente qualcosa, vorrà tornare indietro di 954 mosse, ogni volta che direte “Catturo Ambra” risponderà con “...e se Ambra non fosse d’accordo?”
Giocare con lui è divertente e piacevole, ma potrebbe distogliere molto l’attenzione dallo stato di gioco e rendere il livello di competizione più basso del necessario. Cerchiamo sempre di riportare il “mood” a uno stato conforme al livello della partita a cui stiamo giocando. E se anche fosse solo testing, ricordiamo che tale pratica serve a migliorare.

Il “finto tonto”

Giocatore che si fa passare per “easy” ma che in realtà è ben consapevole dello stato di gioco e sfrutta la buonafede/disponibilità del suo avversario per il proprio vantaggio. Tipiche frasi saranno “Ma l’ho messa l’ambra?” o “Credo di non aver diminuito i vincoli” e via discorrendo. Giocherà le carte sempre pronte “tanto si ripristinano a fine turno” e vi ritroverete stranamente degli attacchi in più sulle vostre. Non è cattivo, è solo uno che si crede furbo. Ma non siamo nessuno per capire davvero se sia davvero ingenuo o meno. Il modo migliore è comportarci sempre secondo Galateo e, in casi dubbi, richiamare l’attenzione dell’arbitro.

L’ “ossessivo/compulsivo”

Un giocatore che in tempi di Covid-19, ha trovato modo il suo ambiente ideale. Per lui, ognuno deve usare le proprie ambre e guai se vi permettete di toccare le sue. Sarà lui infatti a togliere dalla propria riserva le eventuali ambre catturate o rubate. Non potrete prendergli una carta per leggerne l’effetto. Vi metterà le creeture che giocate esauste se non lo fate, e tutte rigorosamente dallo stesso lato. Se utilizzerete una moneta da 1 centesimo per indicarre uno stordimento, prenderanno dalla loro riserva sempre completa, il segnalino apposito e sicuramente non dimenticheranno di riprenderselo a fine partita. Sa ogni regola fino al midollo e anzi, saranno proprio quelle conoscenze e peculiarità che gli daranno ampi spazi di vittoria. Sarà lento. Molto lento. E molto infastidito dalle vostre carte girate al contrario. Cercate di venirgli incontro quanto più potete, rispettando le sue esigenze, ma non fatevi sopraffare dall’eccesso di precisione, spesso non utile ai fini del gioco, soprattutto a livelli medio bassi.

Il “professionista”

Lui vince. Sempre. Non sbaglia mai. Ne esistono di buoni e di cattivi. I primi hanno un livello di Galateo perfetto, non si approfitteranno mai di un vostro errore, sapranno battervi facendovi le carezze. I secondi non avranno pietà: non si torna indietro, non si usano segnalini a caso, niente battute. Entrambi hanno come obiettivo la vittoria, in qualsiasi ambito, che si tratti di una partita con la nonna o con il campione in carica. Cercate di capire da subito chi avete di fronte, indipendentemente dal vostro livello. E se siete voi questo tipo di giocatore, cercate di essere della prima tipologia.

Conoscendo (o forse è meglio dire imparando a conoscere) i vari giocatori della propria community potremo adattare il nostro stile di gioco in base a chi abbiamo di fronte.

Non tralasciando mai le regole del “fair play” indicate prima.
Fra tutte abbiamo volutamente lasciato per ultima, la regola più importante:

Giocare per il Piacere

Questo deve essere sempre il punto cardine di ogni partita.
Giocare non è un lavoro, non siamo costretti, lo facciamo solo perché ci piace farlo.
E tale piacere deve rimanere immutato, ed è compito di tutti i componenti di una community impegnarsi perché questo sia un piacere condiviso da tutti. Magari con piccole accortezze.
Tipo stringersi la mano prima e dopo la partita: coi guanti mi raccomando!

 

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